LA CAPPELLA DI SANTA MARIA DI SCAROLA

Situata sul versante orientale della fiancata morenica domina la parte di Loranzè detta Piano. E' stata per lungo tempo affidata alla cura di eremiti, che avevano l'incarico di tenerla pulita ed efficiente, servire la Messa, suonare le campane, raccogliere le elemosine dei fedeli. L'eremita viveva con la "dote" della Cappella e con la questua raccolta nei vicini paesi.
 
Secondo la tradizione il nome deriva da una scaletta (Scarola) che si saliva per giungere alla chiesa.
 
Se ne parla per la prima volta nel 1.255 su un documento ritrovato nella Biblioteca Diocesana di Ivrea, riguardante la parte di awocazia Pietro di Arondello, che deteneva anche I'awocazia, la decima ed i novelli di Loranzè, che spartiva con il Vescovo.
 
Nel 1329 la teneva il Conte Umberto Guglielmo di Loranzè. Ci fu anche un possesso di questa cappella da parte dell'Abbazia di Nonantola, condividendo il parere del Brogli, mentre per Settia l'ipotesi è da escludere. (tratto da "Il Medioevo in Canavese" di Piero Vanesia)
 
Sulla facciata sud si può osservare una meridiana datata 1732, rimessa a nuovo nel 1974 dal pittore Lorenzo Bena.
 
Nei pressi della cappella, sono presenti ruderi di un edificio medioevale detto "Castlass".