IL MASSO COPPELLATO

Situato in regione " pian dl'Aral" alla sommità di uno sperone di roccia che domina la pianura sottostante.
 
Il masso coppellato ha una dimensione di circa quattro metri quadri di superficie (2*2.10 m di base, 1,45 m di altezza).
 
Sul masso si osservano una serie di incavi incisi dall'uomo presumibilmente tra il Neozoico e l'Età del ferro. Intorno ad una coppella centrale notevolmente più ampia delle altre, sono presenti una novantina di coppelle di varie dimensioni, talune collegate da canaletti, alcune circolari, altre ovoidali.
 
Diverse sono le ipotesi adottate dagli studiosi per spiegare queste manifestazioni di arte rupestre, ritrovate peraltro in tutti e cinque i continenti . La spiegazione più probabile e che si tratti di una sorta di "masso altare". Questo culto litico potrebbe essere collegato a qualche rito propiziatorio di fertilità , al bisogno umano di trasferire la potenza e longevità della roccia a beneficio della perpetuazione della specie. La spessa denominazione "al Roc dij mascun ", sembra indicare questo tipo di funzione.
 
Le coppelle rappresenterebbero quindi una testimonianza di un antico culto o di un'antica cultura, soprawissute alla distruzione che awenne in età cristiana, quando gli idoli più evidenti venivano abbattuti senza possibilità di scampo. Altre teorie ipotizzano che le incisioni a forma emisferica, le famigerate "coppelle", servissero a depositare il sale per la cattura degli animali, oppure come formelle in cui depositare i metalli fusi.
 
(liberatamene tratto da Fassin,Gallo,Ventosi, Tracce dell'uomo antico tra i massi coppellati del Canavese, Sopra e sottoterra, Editore Bolognino, 2001 ).