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VARIAZIONE DI RESIDENZA

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DICHIARAZIONE DI NASCITA
Le dichiarazioni di nascita sono rese direttamente all'Ufficiale dello Stato Civile ed è l'atto con il quale si comunica formalmente  la nascita di un bambino.
 La dichiarazione deve essere presentata preferibilmente dal padre o dalla madre:
  • entro 3 giorni dalla nascita presso la Direzione Sanitaria dell'ospedale o della casa di cura dove è avvenuto il parto e la dichiarazione può essere effettuata oltre che dal genitore anche da un assistente al parto;
  • entro 10 giorni dalla nascita presso il Comune dove è avvenuto il parto e la dichiarazione può essere effettuata oltre che dal genitore anche da un assistente al parto;
  • entro 10 giorni dalla nascita presso il Comune di residenza dei genitori e la dichiarazione può essere effettuata solo direttamente da un genitore.
Nel caso in cui i genitori non risiedono nello stesso Comune, salvo diverso accordo tra loro, la denuncia è fatta presso il Comune di residenza della madre.
Se i genitori non sono coniugati occorre che siano presenti entrambi al momento della dichiarazione.
I  genitori stranieri che intendono far  attribuire al nato il cognome previsto dalla loro legge nazionale dovranno produrre idone documentazione consolare da cui si rilevi l'esatto cognome che il bambino dovrà assumere.
Inoltre i cittadini stranieri devono presentare il passaporto o 1 testimone, munito di documento di riconoscimento valido, che li riconosca.
L'iscrizione anagrafica nel Comune di residenza avviene d'ufficio, a seguito di comunicazione da parte dell'Ufficio di Stato Civile che ha iscritto l'atto.
 
Requisiti  specifici:
Il riconoscimento può essere effettuato dal/i genitore/i biologici  che abbia  compiuto i 16 anni.
 
Documenti da presentare
  • Attestazione di nascita rilasciata dal medico o dall' ostetrica.
  • Documento d'identità  valido del dichiarante.
  • Carta di identità valida o documento equipollente di entrambi i genitori (ai sensi dell'art. 35 DPR 445/2000) per i genitori non residenti.
  • Nel caso di cittadini stranieri l'Ufficio può richiedere altri documenti necessari per la corretta redazione dell'atto.
Costo
Nessuno.
Normativa:
D.M. 27/02/2001, in G.U. n. 66 del 20.03.2001 - D.P.R.  del  03.11.2000 n. 396  - D.P.R.  del  06.09.1989 n. 223 - L. del 27.10.1988 n. 470
PUBBLICAZIONE DI MATRIMONIO

Il matrimonio, civile o religioso, è normalmente preceduto dalle pubblicazioni nel luogo di residenza dei futuri sposi.

La richiesta di pubblicazioni va fatta all'Ufficiale dello Stato Civile dai futuri sposi, i quali devono presentarsi personalmente, muniti di documenti di identità e codici fiscali, presso l'Ufficio di Stato Civile di residenza di uno di essi, per compilare un modulo di autocertificazione.

Al fine di poter richiedere le pubblicazioni, i futuri sposi debbono essere cittadini maggiorenni con stato civile libero, cioè non legati da un precedente matrimonio civile o religioso con effetti civili.
I futuri sposi inoltre non devono essere legati da vincoli di parentela, di affinità, di adozione e affiliazione nei gradi stabiliti dal Codice Civile.
 
I cittadini che abbiano già contratto matrimonio devono aver ottenuto la cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio; se il matrimonio è religioso cattolico, per risposarsi con cerimonia religiosa cattolica occorre ottenere l'annullamento del precedente matrimonio. Per i soli matrimoni da celebrarsi in forma religiosa, i futuri sposi dovranno presentare anche la richiesta del parroco di Loranzè o del Ministro di culto ammesso nello Stato. L'ulteriore necessaria documentazione viene acquisita d'ufficio, ad eccezione del nulla-osta (vedasi notizie utili) per i nubendi stranieri.
 
Quando l'Ufficio di Stato Civile sarà in possesso dei documenti dei futuri sposi, questi saranno invitati, previo appuntamento, a presentarsi presso l'Ufficio stesso per la promessa di matrimonio, alla quale seguirà l'affissione dell'atto di pubblicazione nell'apposito Albo Comunale dei rispettivi Comuni di residenza; verrà quindi comunicato ai futuri sposi quando ritirare il certificato di eseguite pubblicazioni e nulla osta al matrimonio.

 

 

Documenti non acquisibili dall' ufficio matrimoni ma  devono essere  prodotti dagli interessati:

Matrimonio Religioso:     richiesta di pubblicazione del parroco e del ministro del culto;

Sposi minorenni:            decreto di ammissione al matrimonio rilasciato dal Tribunale per i minorenni di Torino

Sposi  stranieri:

 

 

I cittadini stranieri (comunitari ed extracomunitari) che vogliano sposarsi in Italia devono presentare il nulla-osta rilasciato dall'autorità diplomatica (Consolato o Ambasciata) del proprio Paese presente in Italia. Tale nulla-osta deve essere tradotto e legalizzato o presso l'Ufficio Territoriale del Governo dove ha sede l'Autorità diplomatica o presso l'Ufficio Territoriale del Governo di Torino (già Prefettura), purché non si tratti di Paese esente da legalizzazione (Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Liechtestein, Lussemburgo, Macedonia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Repubblica di S. Marino, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Spagna, Turchia, Ungheria); in mancanza del nulla-osta occorre una sentenza del Tribunale Italiano.
I cittadini dei Paese AUSTRIA, GERMANIA, LUSSEMBURGO, PAESI BASSI, PORTOGALLO, SPAGNA, SVIZZERA, TURCHIA, REPUBBLICA DI MOLDOVA aderenti alla Convenzione di Monaco del 05/09/1980, devono produrre il " Certificato di capacità matrimoniale" rilasciato dall' ufficio dello Stato Civile del Comune di appartenenza nello Stato di origine (esente la legalizzazione. Tale  certificato come  specificato  nella circolare  del  Ministero dell'interno del 21.01.2005 n. 4, non è soggetta ad alcuna legalizzazione ed è certificazione sufficiente per procedere alle pubblicazioni.
  
Cittadino di nazionalità statunitene deve produrre:
dichiarazione giurata resa davanti al Console degli Stati Uniti d'America in Italia, dalla quale risulti che, giusta le leggi alle quali è soggetto negli Stati Uniti, nulla osta al matrimonio che intende contrarre in Italia.
 La firma del Console deve essere legalizzata presso la Prefettura.
 
Cittadino di nazionalità australiana deve produrre:
dichiarazione giurata resa davanti al Console dell' Australia in Italia, dalla quale risulti che, giusa le leggi alle quali è soggetto in Ausralia, nulla osta al matrimonio che intende contrarre in Italia.
La firma del Console deve essere legalizzata presso la Prefettura.
Cittadino di nazionalità britannica deve produrre:
a partire dal 01.03.2013,  un certificato di non impedimento, rilasciato dall' Autorità locale del paese di provenienza, e una dichiarazione giurata bilingue resa dall/gli interessato/i presso un avvocato o un notaio britannico.
Tale certificato di non impedimento, apostillato e debitamente tradotto, sarà presentato al competente Ufficio di Stato Civile, insieme  alla dichiarazione giurata bilingue, anch'essa legalizzata.
Sposi parenti o affini:
dispensa dall' impedimnto di cui all' art. 87 del codice civile, da richiedersi al  Tribunale competente.
 
Costi:
Euro 16,00 di marca da bollo per la pubblicazione per ciascun Comune di residenza dei nubendi.
 
Notizie utili:
  • Prima della celebrazione del matrimonio si deve provvedere all'affissione delle pubblicazioni. Il matrimonio deve essere celebrato entro 180 giorni, decorso tale termine le pubblicazioni non sono più valide.
  • Le pubblicazioni restano affisse per otto giorni consecutivi, in entrambi i Comuni di residenza. Se è stata concessa dal Tribunale la riduzione del termine di pubblicazione o la dispensa della stessa deve essere prodotto il relativo Decreto.
  • I certificati occorrenti per la pubblicazione hanno una validità di sei mesi.
  • I cittadini Italiani per potersi sposare in un Paese straniero devono chiedere all'Ufficio di Stato Civile del Paese stesso quali sono i documenti necessari da produrre: gli stessi variano a seconda delle diverse nazioni. Se impossibilitati a contattare tale Ufficio, è indispensabile rivolgersi al Consolato Italiano in quel Paese.
  • I Svizzera, Spagna, Turchia, Ungheria); in mancanza del nulla-osta occorre una sentenza del Tribunale Italiano.

Normativa:

D.M. del 27.02.2001, in G.U. n. 66 del 20.03.2001 - D.P.R. del 03.11.2000 - Codice Civile artt. 84 -